Campigli

Italia
PIttore

Massimo Campigli è uno dei pittori più rappresentativi del Novecento. Nel 1927 dà vita al gruppo ”I sette di Parigi” detto anche “Italiens de Paris” di cui fanno parte De Chirico, Tozzi, Severini, De Pisis, Paresce e Savinio, esperienza che si concluderà nel 1932. E’ a partire dal 1923 -24 che Campigli dà un orientamento completamente nuovo alla propria arte; i personaggi stereometrici, longilinei, collocati in spazi fortemente prospettici, cedono il passo a figure voluminose e statuarie che per la loro grandezza ed imponenza sembrano quasi far esplodere gli interni in cui siedono o i piani dell’ immagine a loro disposizione. 

Un altro passaggio decisivo che segna la poetica di Campigli è la visita al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma nel 1928, visita a cui lo stesso artista fa risalire l’inizio della sua opera vera e propria. Lo spirito dell’ arte etrusca a cui attinge, deriva dalla sua deroga ad ogni normatività. La differenza è insita già nel medium stesso: invece della dura pietra, gli Etruschi prediligevano la tenera e malleabile argilla che consentiva una modellatura più spontanea e assai meno convenzionale. Campigli fa propria questa libertà nel trattamento della materia pittorica, sperimenta sfondi biancastri e ruvidi attraverso i quali traspaiono gli strati di colore sottostanti. Certe parti le riprende, le ridipinge, applica uno strato sopra all’altro e non lavora solo col pennello ma spesso anche con la spatola, oppure incide delle linee nel colore umido con il manico del pennello. Rappresentativa ed iconica della sua modalità espressiva risulta essere l’ opera “Gruppo / promenade” del 1959 che Mediartrade presenterà all’ incanto del prossimo 8 e 9 novembre. Campigli dà in parte coloritura monocromatica alle singole figure e limita la sua tavolozza a pochi toni di ocra, marrone, blu, oltre a un rosso terracotta a cui si aggiungono un grigio-azzurro e un verde opaco. Siamo di fronte ad una delle infinite - eppure sempre originali - riproduzioni della donna, soggetto costante e assoluto per l’universo di Campigli. E’ una pittura che ci mette a confronto con il rapporto tra citazione e originalità, portando inscritti in sé come subtesti gli ordinamenti simbolici della cultura, dell’ arte, del gioco e del culto, in un procedimento di permanente riposizionamento e ricodificazione di tali costellazioni. Umanizza la geometria, o meglio, la sensibilizza. La sua arte è calma e serenità, non fa uso di ornamenti, la sua composizione è sempre di ordine costruttivo, i personaggi diventano personificazioni con l’aspetto di idoli preistorici o primitivi, universali ed eterni. Dall’ opera di Campigli si sprigiona un’emozione poetica che si unisce all’ emozione estetica, gli oggetti sembrano avvolti o dotati di una sorta di magia. Egli procede metodicamente, interroga la natura, la sua sperimentazione ha lo scopo di costringere gli oggetti a svelare ignoti segreti, la ragione della realtà non sta nello sviluppo delle cose ma in un mondo di ispirazioni e ossessioni nato dall’ inquietudine. L’arte era per Campigli un mezzo per il ritrovamento di sé e la liberazione dell’ io. Si nota in lui quasi un bisogno di eternità che vuole il tempo unificato, in cui la bellezza diviene un gioco di segni, producendo e dando un senso nuovo e più profondo agli elementi della realtà.

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Fonte

  • “Massimo Campigli. Catalogue raisonné”, Silvana Editoriale S.p.A., Milano, 2013, Vol I

  • Gruppo/ promenade , 1959

    H81 x L100 cm

    Olio su tela

    Firma e data in basso a destra
    Dichiarazione di autenticità dell'artista sul retro
    Etichetta della Moderne Galerie Otto Stangl, Monaco di Baviera sul retro

    Provenienza

    Moderne Galerie Otto Stangl, Monaco di Baviera
    Galleria Galatea, Torino
    Galleria d’arte moderna Portofino,Portofino
    Collezione privata, Roma

    Esposizione

    “Campigli”, Moderne Galerie Otto Stangl, Monaco, dal 17 luglio - 30 agosto 1959
    "Campigli", Pasquale Falanga con la collaborazione della Galleria Galatea, Torino, 20 febbraio - 15 marzo 1962, [recte 24 febbraio -20 marzo ] [i quadri sono stati esposti probabilmente poco dopo anche da Pasquale Falanga nella Sua Galleria Milanese " Arte Antica" ]
    "Massimo Campigli", Galleria d'Arte Moderna Portofino, Portofino, dal 21 aprile 1962

    Letteratura

    Catalogo della mostra “Campigli”, Moderne Galerie Otto Stangl, Monaco, 1959 ( ripr. a colori), n. 10 ("Gruppe"), ripr. in copertina
    Wolfgang Petzet, "Massimo Campigli in Deutschland. Erste große Ausstellung bei Otto Stangl in Munchen, in " Frankfurther Rundschau", 7 agosto 1959, p. 7 ( recensione Monaco di Baviera 1959)
    Catalogo della mostra "Campigli", Pasquale Falanga con la collaborazione della Galleria Galatea, Torino,1962 ( testo di Luigi Carluccio) s.n. ripr.
    Catalogo della mostra "Massimo Campigli", Galleria d'Arte Moderna Portofino, testo di Luigi Carduccio, 1962, n. 4, ripr.
    Piero Girace, " Artisti contemporanei" Editrice E.D.A.R.T., Napoli, 1970, n. 203, ripr. ( "Figure")
    Archives Campigli Saint -Tropez, N. Campigli, E. Weiss, M. Weiss, "Campigli catalogue raisonné", Silvana Editoriale S.p.A, Milano, 2013, vol. II, p. 732, n. 59-052, ill. b/n

     

    L'opera è accompagnata da certificato di autenticità dell’artista su fotografia.
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